La domanda giusta non è "quale conviene oggi" ma "quale posso sostenere se le cose cambiano". Il fisso protegge dalla salita dei tassi e dà una rata prevedibile per decenni; il variabile parte spesso più basso ma espone al rischio di aumento. Chi ha poco margine sul reddito o un orizzonte lungo tende a preferire il fisso; chi può assorbire oscillazioni e punta a durate più brevi può valutare il variabile, magari con cap. La surroga, in ogni caso, permette di correggere la scelta in futuro.
Dubbi comuni
Domande frequenti
Il tasso fisso è sempre più caro del variabile?
Di solito parte più alto perché incorpora la certezza della rata, ma il confronto dipende dal momento di mercato e dall'orizzonte del mutuo.
Che cos'è il variabile con cap?
È un tasso variabile con un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire: un compromesso tra flessibilità e protezione.